IL TEATRO NEL CONFLITTO DI GUERRA Esperienza in Kosovo

DIALOGHI DI PACE – IL TEATRO NEL CONFLITTO DI GUERRA

ASSOPACE e COMUNE E PROVINCIA DI VENEZIA

Progetto nato da Assopace (Roma)  in collaborazione con il Comune e la Provincia di Venezia che hanno accolto l’idea di impegnare risorse nella costruzione di un dialogo tra le etnie serba e albanese in conflitto nel Kosovo. Tale intervento ha visto tra i suoi obiettivi principali quello della sensibilizzazione sui temi dell’educazione alla pace e la tutela e il rispetto delle minoranze attraverso la mediazione nonviolenta ed il dialogo.

 Il progetto“Dialoghi di pace” “Dialoghi di pace” , eseguito dall’Associazione per la Pace, è stato implementato in cinque aree della regione di Mitrovica (Kosovo). Primi beneficiari dell’intervento sono stati i bambini e i ragazzi di età  compresa tra i 7 e i 21 anni, fruitori indiretti i genitori degli stessi e l’intera comunità  di appartenenza. Diverse le attività  realizzate: in primis, rivolte ai minori, quelle extra-scolastiche di natura socio-educativa.

Mitrovica: simbolo di una convivenza difficile

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Mitrovica è stata definita da molti osservatori come città simbolo delle tante contraddizioni che hanno lacerato i fragili equilibri di un’intera regione, trascinandola in una guerra dove il carnefice sarebbe diventato con molte probabilità la futura vittima. La necessità di porre fine al conflitto che stava devastando il Kossovo ha portato ad una pace imposta con le armi, alla quale, però, non ha fatto seguito un serio ritorno al dialogo tra le parti. Ed ecco che come prima del conflitto, Mitrovica riappare tristemente sulla scena come città simbolo di divisione e incertezza sul futuro assetto della regione. Ancora oggi Mitrovica è di fatto divisa da un ponte, che separando in due la città non permette nessun tipo di comunicazione fra la comunità serba stabilitasi nella parte nord, e quella albanese che, invece, vive nella parte sud.

IL PROGETTO TEATRALE “IL CIRCO DELLA PACE”

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Il progetto “Il Circo della Pace”, svoltosi nella parte nord di Mitrovica (quartiere di Kodra-Minatore) dal 22 luglio al 3 agosto 2003, ha coinvolto circa 50 bambini di diverse etnie (albanesi, serbi, rom) in una serie di attività strutturate utilizzando come mezzo di espressione comune il Teatro.

Il progetto è stato portato avanti da 13 volontari italiani coadiuvati dal personale dell”Assopace” e da due preziosissimi interpreti locali. All’interno del progetto hanno preso vita, negli spazi messi a disposizione dalla Scuola di Kodra-Minatore, i Laboratori di Scenografia, Costumi, Strumenti Musicali, Album della Memoria.

Il Laboratorio Teatrale si è sviluppato invece dapprima in uno spazio aperto (il campo di Kodra) e successivamente nel Tendone messo a disposizione dalla K-For. Il progetto, nato con l’esigenza di offrire ai partecipanti un mezzo di espressione e comunicazione diverso da quelli che il contesto sociale di appartenenza offriva, è risultato particolarmente idoneo per esplorare tematiche legate alle diversità etniche, soprattutto per quanto riguarda le tensioni scaturite dall’inserimento, nel corso delle attività, dei bambini rom.

IL TEATRO

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 CONTESTO E SPERIMENTAZIONE

L’attività teatrale ha permesso inizialmente la costruzione di un contesto diverso dalla realtà emotivamente percepita del territorio di appartenenza. I partecipanti sono stati accompagnati ad entrare in una dimensione particolare, quella del gioco e del “far finta che” dove hanno potuto sperimentare nuove dinamiche espressive e dove hanno potuto sperimentarsi interpretando personaggi che sentivano propri per desiderio o mitizzazione.

 TEATRO COME SPAZIO MENTALE

 L’esperienza teatrale, nel favorire la simulazione della realtà, crea uno spazio in cui l’illusione è possibile, sostenuta e condivisa, a patto che tu riconosca in te e negli altri quello in cui credi e che quello in cui credi venga riconosciuto dagli altri, permettendo l’avverarsi di un  evento unico ed irripetibile. La strutturazione di un contenitore (il teatro) ha dato modo ad ognuno di riempire con i propri contenuti (da un lato il personaggio con le sue caratteristiche fisico-emotive in relazione con gli altri personaggi e dall’altro la persona con caratteristiche e dinamiche relazionali proprie ) lo spazio che inizialmente era vuoto; ha portato ognuno ad essere parte di un gruppo, avere la possibilità di trovare altre soluzioni, un modo nuovo di guardare le cose, una ipotesi di cambiamento. La dimensione teatrale ha permesso la condivisione di attimi, riflessioni, spazi di crescita personali e di gruppo, momenti critici legati all’intolleranza, gioie, responsabilità; un modo nuovo di affrontare, in gruppo, le problematiche emerse ed un modo nuovo di cercare soluzioni. (Proprio questa ipotesi di cambiamento è risultata e risulta ancora essere un punto cruciale sul quale insistere e lavorare ancora per creare le basi per il riconoscimento della propria specificità e di quella di altre realtà, per facilitare la  ripresa del dialogo.)

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ATTIVITA’ ED ETA’ EVOLUTIVA

 Il laboratorio teatrale ha proposto giochi ed esercizi legati al movimento corporeo ed allo spazio(leggerezza / pesantezza,lento / veloce,vicino / lontano), all’improvvisazione / imitazione / interpretazione, al tempo azione/reazione; si è preferito lavorare prettamente in gruppo per dare la possibilità di interagire durante gli esercizi e rispecchiarsi nel lavoro degli altri. Dalle rielaborazioni nate durante il laboratorio sono emerse le scene da interpretare durante lo spettacolo finale. I bambini hanno risposto con spontaneità ed immediatezza agli esercizi proposti e a tutto il progetto, evidenziando un’esigenza di esprimersi enorme ed infinita. Il fattore gioco- teatro ha fatto si che i bambini si ri-appropriassero della loro naturale condizione evolutiva per riscoprirla e “reinterpretarla” attraverso basilari forme di gioco spontaneo.

METATEATRO

Durante la preparazione della Storia del circo (la Narrazione  prevedeva l’abbandono del circo ed il suo declino da parte di due gruppi circensi il lotta fra loro, gruppi che solo alla fine si riuniscono grazie all’aiuto reciproco) si è verificata una situazione simile parallela: i bambini locali del quartiere di Kodra non hanno accettato i bambini Rom invitati alle attività e si sono divisi dal resto del gruppo. La realtà è entrata prepotentemente a far parte della finzione. Lo sforzo, la caparbietà ed il potere attrattivo dei volontari/operatori sui bambini ha reso possibile un lavoro di tipo educativo sulle dinamiche della diversità; portando avanti il gruppo ospite rimasto e lavorando sulle relazioni gia instaurate con il gruppo locale si è riusciti ad ottenere una buona integrazione culminata con gli spettacoli finali che hanno visto insieme bambini albanesi, serbi e rom.

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ATTIVITA’ MANUALI

Si è cercato di prediligere principalmente la creazione di un momento di aggregazione che al suo interno contenesse l’opportunità di sviluppare le proprie potenzialità ideative e creative in un clima positivo. I bambini sono risultati molto interessati alla realizzazione dei costumi e delle scenografie; sono altresì rimasti affascinati dall’utilizzo di certi materiali di recupero per la costruzione degli strumenti musicali. Buone capacità manipolative sono emerse da parte di tutti i partecipanti che hanno visto in tali attività un raccordo, un proseguo naturale dell’attività principale teatrale.

 ALBUM E MEMORIA

Oltre alla positiva esperienza che, sicuramente avrà un posto particolare nel cuore dei bambini, è stato interessante rielaborare e discutere del lavoro fatto con loro. Attraverso l’”Album della Memoria” ogni partecipante ha potuto scrivere, disegnare, raccontare, lasciare una traccia, sul libro collettivo, degli avvenimenti, delle sensazioni, degli stati d’animo. Un segno tangibile del lavoro svolto, un segno che rimane e che ha ancora pagine bianche da riempire. L’”Album della memoria” è rimasto nelle loro mani, ora sta a loro continuare a riempirlo, con le foto che sono state donate loro, con la memoria di questo evento, con i ricordi e le realtà. L’”Album della memoria” è il vero ponte che collega loro a noi. Un ponte dove è sempre permesso passare, un album che è sempre da sfogliare per avere una tangibile traccia del nostro passaggio e della loro esperienza.

QUI SOTTO IL VIDEO DELL’ESPERIENZA                                                                                realizzato da Ivana Spinelli e Luigi Coccia

COOPERAZIONE SOCIALE

 

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COLLABORAZIONE

L’arrivo nel quartiere dei volontari italiani e la strutturazione delle attività ha spontaneamente attratto una gran parte di adolescenti che si sono avvicinati nei luoghi di svolgimento dei laboratori con una iniziale curiosità che si è poi trasformata in aiuto concreto. E’ stato fondamentale coinvolgere quest’altra fascia di età sia nella condivisione di spazi per loro quotidiani,  sia per gettare le premesse di un lavoro futuro. Essere stati accettati, anche se non destinatari del progetto, ha permesso ai più grandi di sentirsi comunque parte di un lavoro comune, anche se non in prima persona.

L’instaurarsi di relazioni interpersonali tra i volontari e i ragazzi più grandi ha dato a quest’ultimi una nuova occasione di confronto, anche su tematiche più profonde legate al conflitto. La risposta della comunità, nonostante le poche “incursioni” nei luoghi di lavoro, è stata comunque positiva: l’avvallo al progetto, la partecipazione allo spettacolo finale, la fiducia riposta nel lavoro dei volontari, piccoli segni che comunque hanno la loro valenza.

I due spettacoli proposti, il primo sul colle del quartiere di Kodra (Mitrovica nord) ed il secondo nella parte sud, nel Cultural Center, hanno dimostrato che è possibile sensibilizzare la popolazione alla cooperazione, sia per attività legate all’espressione e alla valorizzazione personale sia per attività di dialogica sociale.

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Il progetto ha avuto modo di proporre ai partecipanti ed alla popolazione locale un modo diverso di esprimersi, di confrontarsi, di creare relazioni, in un territorio dove le uniche forme di espressione sono legate alla violenza, all’odio  e all’abbandono, con  modalità che sono facili da identificare.

Questo diverso modo di “fare insieme”  si spera abbia dato forza e desiderio per trovare nuovi stimoli di dialogo comune  e nuove modalità di approccio, meno oppositive delle attuali,  alle problematiche legate al cambiamento,  cambiamento che appare comunque lento e lungo;

Il progetto ha offerto ai tredici volontari presenti a Mitrovica la possibilità di confrontarsi, collaborare, sperimentarsi all’interno di un contesto di relazioni e scambi comunicativi.

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Ne è risultata una maggiore consapevolezza riguardo ai temi relativi al post-conflitto dei Balcani proprio grazie ad un intervento diretto sul territorio nella sua quotidianità; altresì il gruppo ha potuto mettersi in gioco/mettersi in scena, attivare, riconoscere ed utilizzare le proprie risorse personali attraverso il gruppo, risorse fondamentali per chi ha interesse ed intenzione di acquisire specifiche modalità di intervento nel campo dell’animazione, dell’educazione e  dei servizi alla persona.

In aggiunta  a quanto scritto finora, resta viva la certezza di aver fatto un’utile esperienza, forte ed emotiva,  faticosa ed appagante, conclusa ma sempre aperta, formativa e resistente.

 Luigi Coccia Teatroterapeuta      Immagini  Gianluca Tappatà

VOLONTARI PER LA PACE

MITROVICA, KOSSOVO – AGOSTO 2003

LAURA CAMMORASANO – ELISABETTA GALGANI – PAOLA FANESI – ALDO VELARDI – GAIA GROSSO – MICHELE LOIACONO – LUIGI COCCIA – NICOLA SIRTORI – LUIGI GjERGjI – IVANA SPINELLI – FRANCESCO LOIACONO – ADVIJE JASHANICA – GIANLUCA TAPPATA’

COORDINATORI ASSOPACE – MONICA D’ANGELO – SIMONA CAPOCASALE

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