TEATRO TERAPIA

IL TEATRO NELLA RIABILITAZIONE

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All’interno del setting di teatro, chi sale sul palco porta la sua storia, la sua identità culturale e sociale, espressione di episodi significativi, di autenticità che possono ritrovare, nello spazio della relazione teatrale e nell’immediatezza della  rappresentazione all’altro, un senso di verità e di  libertà; la scena si concretizza come un contenitore di emozioni, territorio per  sperimentare reti di relazioni  in cui collocare la propria storia personale, provare a recuperane il significato, metterla in forma, rimodellarla e riconnetterla a quella collettiva; nell’interpretazione di un personaggio all’interno di  una interazione scenica, ciascuno rivela frammenti di storie scritte nella propria esperienza, passaggi della memoria; contattando il proprio mondo emotivo  ognuno si racconta attraverso un linguaggio personale che è traduzione spontanea del proprio modo di essere e di rivolgersi al mondo.

Il lavoro teatrale  nella sua dimensione narrativa all’interno di  un setting come luogo protetto dove poter sperimentare recitando linguaggi e forme comunicative, offre la possibilità di muoversi, avvicinarsi e soffermarsi, all’interno delle proprie autobiografie,  lavorare sugli elementi della nostra memoria autobiografica per consentire ai soggetti coinvolti di “riattraversare” in modo creativo la loro condizione e di testimoniare questo percorso davanti ad un pubblico con una ricaduta sulla crescita della persona, in termini soprattutto di autostima e di capacità relazionali.

All’interno dell’attività riabilitativa a mediazione teatrale, narrare le proprie emozioni positive e negative ha questo significato:

rievocarle e riportarle alla luce rivelandole nelle forme della personale rappresentazione scenica con la propria capacità descrittiva, la propria ricchezza espressiva, la propria plasticità emotiva,  attraverso modalità verbali e non verbali, parteciparle nel gruppo in un continuo gioco di atti comunicativi e relazionali, riconoscerle, dargli un nome e recuperarne il loro significato personale ed intimo, connetterle/integrarle con quelle narrate dell’altro attraverso forme di dialogo condivise rappresentabili sul palco, creare una trama condivisa che possa dal un lato facilitare il riconoscimento dei propri aspetti emotivi all’interno di una memoria collettiva, dall’altro portare a nuovi significati prima non percepiti o inespressi.

Nel corso degli anni l’attività artistica a mediazione teatrale, nel facilitare una partecipazione e una comunicazione gruppale , ha permesso agli utenti di sperimentare,  attraverso la grammatica del linguaggio della drammatizzazione, una differente modalità di narrazione che, nello spazio e nel tempo agito nel setting ha prodotto un pensiero creativo sentito come espressione autentica e rappresentativa del proprio mondo interno.

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